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Vinitaly 2015


di Erminia Eleonora Magli

(The Wine Telegraph) A Verona si è da poco conclusa la 49esima edizione del Vinitaly che oltre ad essere la rassegna più importante per quanto riguarda il settore enologico è anche e soprattutto un luogo dove avvengono gli scambi commerciali più importanti per il settore del vino in Italia.

Il numero di partecipante non si discosta di molto dallo scorso anno con un totale di presenze di circa 500000 persone tra addetti al settore, stampa, rappresentanti di tutto il mondo ed appassionati.

Il Vinitaly di quest’anno assume tra l’altro un aspetto molto particolare, ha di fatto aperto il corridoio verso l’Expo 2015 che si terrà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre e vedrà impegnati tantissimi produttori italiani che potranno mostrare al mondo le loro eccellenze e dimostrare che il vino italiano e tutt’altro che morto e defunto. L’organizzazione dell’evento milanese per quanto riguarda il padiglione del vino sarà affidato totalmente all’Ente Veronafiere, ovvero lo stesso che cura il Vinitaly, quindi una garanzia.

L’organizzazione anche quest’anno è stata impeccabile, una sala stampa accogliente, ben attrezzata, gli stand ben allestiti e l’affluenza all’interno del complesso fieristico molto fluida. Per quanto riguarda i produttori i problemi rimangono sempre gli stessi, molti stand erano totalmente blindati, solo ad inviti e nessuna degustazione all’esterno, altri che neanche si degnavano di ascoltare chi degustava il loro prodotto ed altri che malgrado il vino lo producevano dovevano sempre chiamare l’enologo per questioni tecniche. La dimostrazione è che ancora una volta il vino lo sappiamo fare ma quello che manca è la comunicazione, a chi il vino lo beve, lo degusta bisogna fargli amare il prodotto, convincerlo di essere davanti a qualcosa di eccezionale e non trattarlo come un povero inesperto. Alla manifestazione di quest’anno di scene simili ne abbiamo viste tante e non è una buona cosa per veicolare il vino italiano.

Tornando all’organizzazione della rassegna veronese una pecca dobbiamo portarla in evidenza, al nostro arrivo di domenica nel primo pomeriggio abbiamo visto scene che non vorremmo mai accadessero, persone totalmente ubriache portate fuori a braccia dai loro amici, su una navetta che portava verso la stazione un passeggero ci ha raccontato di una rissa all’interno dell’autobus, dentro la fiera gente che bivaccava dopo aver bevuto troppo. Forse sarebbe meglio limitare la manifestazione solo ad operatori del settore come avviene in altre parti d’Europa e creare un’evento parallelo più ristretto e più controllabile solo per gli appassionati e per chi vuole avvicinarsi al vino, a questo punto troveremo meno produttori blindati dentro i loro stand e si potrebbe raccontare meglio il mondo del vino in Italia.

Per il resto il Vinitaly 2015 è stato l’ennesimo successo, con tante manifestazioni a tema anche in città e speriamo che sia tutto di buon auspicio per l’Expo e per il prossimo anno quando Vinitaly toccherà quota 50.

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