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Chateau Brulesecaille 2012 Francia


di Massimiliano Furlan

(The Wine Telegraph) La Francia è ovviamente nota anche per i suoi vini e tra le varie zone di produzione oggi siamo volati vicino a Bourg  nella parte alta della Garonne, fiume che attraversa Bordeaux e che identifica tutte le zone dei vini bordolesi. Il vino che andiamo ad incontrare fa parte della denominazione Cotes de Bourg, zona che si trova sulla riva destra del fiume a circa 50 Km a nord di Bordeaux. La caratteristica dei vini della zona è la loro grande opulenza, nel degustarli sembra quasi siano stati lavorati con un pò di approssimazione, poi però con il passare del tempo, dopo che si è aperta una buona bottiglia, si possono apprezzare le doti tutt’altro che approssimative, buona persistenza ed una discreta eleganza.

Non fa eccezione il vino che abbiamo degustato e acquistato sul luogo, Chateau Brulesecaille 2012, annata piuttosto buona, la proprietà si estende per circa 26 ettari coltivata a Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Malbec su di un terreno argilloso calcareo molto drenante che ha dato la possibilità di ben preservare le proprie vigne che contano un’età di circa 75 anni. Lo Chateau si trova a Tauriac vicino a Bourg, quindi a pochi chilometri dalle rive della Garonne.

Il nostro Chateau Brulesecaille è in percentuale 60% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon e 10% Cabernet Franc, quest’ultimo caratterizza molto il vino con delle note vegetali molto intense oltre a erbe aromatiche come timo, menta e rosmarino virando su profumi di cuoio e cioccolata senza far mancare la presenza di una bella amarena in confettura. Al colore rubino intenso si accompagnano delle note degustative molto importanti con una bella acidità accompagnata da note di caffè e cioccolata ed un tannino avvolgente. La persistenza non è lunghissima ma in bocca questo vino trasmette una grande potenza accompagnata da una certa eleganza anche se non si avvicina molto ai vini di Bordeaux del Medoc o Saint Emillion.  

L’abbinamento ideale è con carni rosse alla brace e selvaggina accompagnati da un’ottima polenta, bene anche con primi di ragù ben cotto.

89/100

m.furlan@winetelegraph.com

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