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Feté le Vin Bordeaux


di Erminia Magli

(The Wine Telegraph) Si è conclusa da alcuni giorni la Fete le Vin a Bordeaux, avvero la festa del vino, un evento biennale che si intercala con il Vinexpò anch’esso ogni due anni. 

La Fete le Vin non è altro che una grande carrellata tra gli stand delle varie denominazioni del vino di Bordeaux con un viaggio lungo tutta la Garonne e dintorni, da Pomerol a Pouillac camminando per tutto il Medoc con delle incursioni nel territorio del Sautern con gli oltre 60000 visitatori paganti che hanno avuto la possibilità di degustare del buon vino e farsi un’idea di quello che offre il maggior mercato enologico al Mondo. A suggellare questo grande avvenimento, il ventesimo per l’esattezza, si è potuto assistere alla parata e cpn visite annesse alle riproduzioni delle antiche navi che da Liverpool seguivano la rotta verso Bordeaux e viceversa, detta anche la Rotta del Vino che dal 1800 ha dato lustro al vino francese. 

L’evento di Bordeaux ha dato anche la possibilità di assistere a lezioni per aspiranti sommelier oltre che spettacoli pirotecnici e dimostrazioni su come nasce una barrique. Insomma una vera festa con la cittadina francese più bella che mai, dimostrando anche che bere lo si può fare con classe e serenità, abbiamo visto bambini ovunque e assolutamente nessuna persona in stato di ebrezza o molestatori di vario genere, tutto in grande sicurezza e simpatia.

L’evento più importante che ha caratterizzato la Fete le Vin è stata la presentazione dell’annata 2015 dell’Union des Grands Crus di Bordeaux, ovvero tutti i Gran Cru riuniti insieme con tutte le Appelation, un evento eccezionale che ci ha guidato in una degustazione fantastica e con la consapevolezza di quanto siano bravi i francesi nel fare il vino e nel degustare un’annata che entrerà nella storia per le sue potenzialità. Sarebbe davvero bello vedere qualcosa di simile in Italia dove il vino lo sappiamo fare, nello scambiare un pò di opinioni con i vari produttori abbiamo scoperto che al momento di svelare che la nostra provenienza era italiana questi si ritraevano un pò come per rispetto verso un Paese dalle potenzialità eccezionali ma ancora inespresse totalmente. Dispiace essere famosi solo per la gran quantità di bottiglie di Prosecco vendute quando abbiamo dei territori unici e bellissimi, ci manca solo un pò di cultura enologica che ci impedisce di essere primi nel Mondo e realizzare anche noi delle feste del vino nazionali che non siano il Vinitaly o i vari festival estivi e sopratutto senza vedere gente ubriaca o che impugna il bicchiere come fosse una zappa.  

e.magli@winetelegraph.com

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