Enoturismo il nuovo fenomeno enologico
di Erminia Magli
(winetelegraph) Nel mondo enologico sta prendendo piede una nuova tendenza, l’enoturismo, ovvero turismo enologico all’interno delle Aziende produttrici. Il fenomeno non ha preso piede solo in Italia ma si sta espandendo a livello mondiale. In Europa il traino di questo nuovo business è rappresentato da Italia, Francia e Spagna.
Secondo le stime di Roberta Garibaldi l’enoturismo ha generato un un introito di 46,5 miliardi di dollari a livello mondiale di cui il 51% in Europa con una crescita nell’ultimo anno (2025) in Italia del 12,9% e per metà delle Aziende rappresenta il 30% dei profitti, questo malgrado il consumo di vino a livello globale sia sceso a livelli preoccupanti e l’Italia è uno dei paesi che ne soffre di più.
Nel nostro paese i numeri potrebbero essere ancora più importanti appena i produttori potranno organizzarsi digitalmente, sono ancora poche le realtà che offrono prenotazioni attraverso i loro siti con form di prenotazione, la vera spinta per ora viene dai social più famosi ad esclusione di TikTok, usato prevalentemente dai giovani.
Moltissime Aziende hanno dotato le loro realtà con Spa, camere per dormire e ristorante di livello in maniera tale da offrire una esperienza completa al visitatore, oltre ovviamente alla degustazione dei vini con relativa vendita.
Tutto questo rappresenta anche una spinta non solo per il movimento enogastronomico ma anche per il turismo locale.
I visitatori in Italia sono in maggioranza italiana con una percentuale del 65% il resto sono turisti stranieri e questo ci differenzia molto dalla Francia, che ha intelligentemente creato una sinergia con tutte le istituzioni locali le quali collaborano con una promozione costante alzando in numero non solo di visitatori locali ma sopratutto di quelli provenienti dall’estero.
Il fenomeno dell’enoturismo sta prendendo sempre più piede anche se purtroppo non riesce a dare una spinta al consumo di vino con le Aziende sempre più in difficoltà con avanzi di cantina importanti e prezzi sempre più in ascesa, rendendo il consumo ragionato di alcol sempre più un lusso che in questi periodi di forte recessione non aiutano.
La cosa buona è che il turismo enologico amplia sicuramente la conoscenza culturale del vino rendendo il consumatore sempre più esigente ma come dicevamo, bloccato dai prezzi troppo alti delle bottiglie.
Per ultimo segnaliamo la proposta di molti Produttori di offrire ai visitatori la cena in vigna, iniziativa molto suggestiva ma romanticamente forse, sarebbe meglio lasciare la vite in pace di creare in tranquillità il suoi frutti meravigliosi che ci regalano momenti unici ed irripetibili al momento della degustazione di una buona bottiglia.